Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
tradimenti

Peppe


di poeta57
16.11.2025    |    1.310    |    0 9.6
"La carezza davanti, il cazzo dietro, così grosso e potente, e il calore del suo fiato sull"orecchio fecero ripartire Elena che stringendo le labbra e girando la testa per sentire meglio la..."
Seguito di Una nuova palestra e altre cose.
Quella notte Elena non riuscì a prendere sonno. Continuava a pensare alla frase di lui, quella specie di ordine, di farsi trovare pronta alle tre del pomeriggio, a lei che non gli aveva ribattuto niente, aveva accettato in silenzio. Non era da lei. E poi ricordava che gli aveva guardato il torace, la pancia e soprattutto il cazzo. Così bello grosso e ancora bagnato dai suoi umori. Una donna per bene non lo avrebbe guardato. Non così a lungo. Non con quel desiderio. Non una donna fedele. Marco. Si vergognava un po' di sé stessa. Ma c'era stata quella strana storia con Luca e Giulia. Lì aveva scoperto un'altra sè stessa. Era da quella storia con Luca e Giulia che aveva capito che se doveva tradire Marco allora doveva valerne la pena. E Peppe ne valeva la pena, cazzo se ne valeva la pena.
Poi quando erano già quasi le due e Marco dormiva tranquillo vicino a lei, giù da basso iniziarono le danze. Peppe stava scopando con qualcuna e quella che era con lui urlava anche lei. Anche quella notte. Ma le beccava che urlavano tutte!!
Cazzo! E poi, ma ti pare che doveva scopare anche la notte prima di uscire con lei il giorno dopo?! Ma per chi l'aveva presa?!? Per una come quelle troiette che si scopava giù da basso? "Senti come se la sta sbattendo" pensò Elena quando quella di sotto urlò ancora più forte. Come peraltro avevano fatto tutte quelle prima di lei. Domani pomeriggio non mi vede neanche con il binocolo, pensò Elena. "C'è una dignità per tutti, anche per me!" pensò.
Poi il rumore e le urla durarono poco.
"Ha fatto una sveltina solo per allentare la tensione" pensò Elena. "Anche lui non riusciva a dormire" "Sarà teso per domani con me" Insomma una roba senza importanza. E poi, pensò Elena, non lo sapevo che Peppe scopa come un mandrillo? E non era proprio per quello che voleva farlo anche lei? A quei pensieri Elena rivide il suo cazzo tra le cosce dopo che avevano fatto l'amore in palestra. Grosso, bagnato, con la cappella scoperta e luccicante. Basta! Doveva dormire. E l'unica era andare in bagno un attimo a darsi pace. Cosa che fece cercando di non svegliare Marco, chiudendosi in bagno, rivedendo e ricordando Peppe dentro di lei e dandosi pace con le dita.
Alle tre del giorno dopo Peppe suonò il citofono e le ordinò di scendere.
Non ci pensava neanche. Non era cosa. Tutto il vicinato sapeva delle imprese di Peppe ed era più pericoloso farsi vedere uscire con lui che farlo entrare di nascosto in casa. "Sali tu e fai piano"
E quello non se lo fece ripetere due volte.
Avrebbero potuto scopare sul divano in sala o sul lettino della camera degli ospiti. Anche se avessero sporcato qualcosa, Marco probabilmente non si sarebbe accorto di niente. Certo che se fosse rimasta una macchia o se Marco avesse visto a lavare quelle lenzuola singole che non usavano mai, trovare le risposte sarebbe stato complicato.
Meglio la loro camera e il loro letto. Li se avesse dovuto cambiare le lenzuola non sarebbe stato un problema.
Per questo, appena Peppe entrò e iniziò a baciarla famelico, lei con le braccia intorno al suo collo lo condusse in camera da letto sul suo letto matrimoniale e lì lo lasciò, allontanandosi un attimo e spogliandosi completamente. Essere tutta nuda davanti ad un altro uomo, ad un ragazzo, nella propria camera matrimoniale le faceva girare la testa, giramento che aumentò quando anche Peppe si cavò nudo.
Era pronto e le dimensioni e la forma di quel cazzo benedetto le fecero emettere un lungo sospiro. Non era certo il primo uomo nudo che vedeva in vita sua e poi Peppe nudo lo aveva visto, anche se di corsa, il giorno prima, ma adesso era lì, nudo, pronto, con quei muscoli ovunque e con quel cazzo lungo e grosso. Lungo e grosso, lungo e grosso. Più lo guardava più le metteva appetito.
"Prendimi subito" gli chiese e quello la spinse senza complimenti sul letto a pancia in giù. Poi le passò un braccio sotto la pancia per sollevarla e metterle un cuscino sotto. Sapeva cosa fare, il porco. Era il cuscino di Marco, notò Elena. "Che troia che sono!" Pensò mentre sentiva le dita umide di Peppe che le allargavano sia il buchetto che la passera. "No, il culo, no. Ti prego"
"Zitta!" Le rispose Peppe iniziando ad entrarle tra le grandi labbra.
Cazzo se era grosso. In palestra non le era sembrato. Forse era più eccitata. Oggi le mancava il respiro man mano che entrava e ciò nonostante quel cazzo benedetto entrava ed entrava tra i sospiri sempre più profondi di Elena.
L'ultimo centimetro Peppe glielo spinse dentro con forza sorprendendola e facendole fare un urlo. Niente a che vedere con quelli che sentivano spesso di notte, quelli che erano così prolungati, forti e precisi che Marco spesso si eccitava e voleva scopare e anche a lei la passera a sentire quelle altre che lo prendevano le si bagnava.
Proprio come si stava bagnando in quel momento, perché arrivato in fondo Peppe non si trattenne più e iniziò a fotterla come se non ci fosse un domani. E lei urlò! Urlò! Un tornado! Una tempesta! Elena sentendosi presa in quel modo, con quel randello nella pancia che la scuoteva, con il pube crespo di Peppe che le raspava il sedere prese ad urlare e imprecare. Non si era mai sentita così profondamente desiderata, così completamente presa, così intimamente femmina.
Venne dopo poco urlando, tenendosi bene aperte le chiappe per farlo entrare di più, tutto, sempre e lei venne, venne. Ma Peppe no, non venne.
Peppe non le diede tempo, né scampo. Le accarezzò la passera bagnata con la mano destra, mentre teneva il cazzo poggiato sul suo sedere, poi con il palmo bagnato dai suoi umori le bagnò completamente e in profondità il sedere e con lei che non ci stava capendo ancora niente, ancora ansimante per l'orgasmo, le poggiò il cazzo sul buco e spinse. Era così bagnato anche quello che prima che Elena riuscisse a dire qualcosa, qualsiasi cosa, lui le era già dentro anche lì, nel suo culo.
"Fai piano che non mi piace tanto" riuscì finalmente a dire Elena quando Peppe iniziò ad entrare e uscire. Poi però la mano di lui le si infilò sul clitoride e la bocca le fu vicino all'orecchio e il cazzo le sbattè grosso e duro in fondo allo sfintere intanto che Peppe le sussurrò: "ti piace il mio cazzo, troietta?" E ancora in un altro sussurro: "Come è prenderlo nel culo?"
"Grosso una cifra" riuscì a rispondere lei, prima di perdere la testa. La carezza davanti, il cazzo dietro, così grosso e potente, e il calore del suo fiato sull"orecchio fecero ripartire Elena che stringendo le labbra e girando la testa per sentire meglio la lingua di Peppe sul suo orecchio trattenne per un attimo il respiro per poi esplodere in un sì che finì solo quando senti il calore del seme di Peppe dentro di sé. Non era ancora venuta di nuovo, ma la mano davanti e il cazzo ancora dentro e Peppe che le chiedeva quanta fame di cazzo aveva e lei che scuotendo la testa a destra e sinistra gli rispondeva: tanta, tanta, amore mio, ecco le si ripresentò l'immagine del giorno prima con quel cazzo tra le cosce, sognò per un attimo di fargli un pompino, ripensò a quando Marco la prendeva e dicendosi che troia che sono venne ululando di nuovo.
Il pomeriggio trascorse così fino alle cinque. Lo fecero e lo rifecero e terminò quando lo fece venire con un pompino suntuoso. Averlo tutto in bocca e massaggiargli il cazzo mentre glielo mangiava quasi la fece venire per l'ennesina volta senza neanche toccarsi o essere toccata. Poi quando lui venne, lei lo buttò fuori di casa quasi di corsa. Doveva sistemare la camera prima che Marco tornasse.
Dopo cena, sdraiati sul divano, Marco le carezzò un seno. Elena si girò e lo baciò teneramente sulle labbra. Poi sentendolo diventare duro, per un attimo pensò di farlo. Prenderne due nello stesso giorno. Che troia, pensò. Troppo. Poi si girò di nuovo a guardare la TV mormorando che era stanca.
A letto, però, tra le lenzuola pulite Marco le poggia il cazzo sulle natiche e lei, lei si disse: "quanto sono troia!" Poi si aprì un poco il sedere con le mani per aiutarlo a prenderla. Le bruciava un poco, ma in compenso era decisamente aperto. Sentendolo entrare pensò
"Non sarebbe stato giusto per il povero Marco"
Poi quando lui, mentre la prendeva con foga nel silenzio del condominio, le sussurrò "stanotte Peppe non scopa" lei gli rispose "no, Peppe oggi non scopa più. Stasera scopami tu" e sentendo le mani di suo marito stringerla sui fianchi come aveva fatto Peppe nel pomeriggio, Elena si mise una mano davanti sul clitoride e venne urlando "che troia che sono!"
Sentendola anche Marco la riempì.
Prima di addormentarsi Marco abbracciandola le disse: "non sei una troia, amore mio" e le diede un bacio sulla guancia.
Elena si rannicchiò su se stessa e pensando "due volte nello stesso giorno...però...!" al che anche lei si addormentò orgogliosa.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.6
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Peppe:

Altri Racconti Erotici in tradimenti:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni